Dave Matthews Band - Come Tomorrow, la nostra recensione

-
45
Dave Matthews Band - Come Tomorrow, la nostra recensione

Sei anni ci separano dal precedente Away From The World (2012), e per i fan della Dave Matthews Band, questo nuovo Come Tomorrow arriva come acqua per gli assetati.  Per chi non avesse seguito le notizie riguardo alla band, il violinista Boyd Tinsley (mebro della DMB dal 1992) è stato allontanato a causa di un’accusa per molestie sessuali, ma non è dato sapere se si tratti o meno di una situazione definitiva; in ogni caso, Tinsley è presente sulla release.

La produzione di Come Tomorrow è affidata a Rob Cavallo (Green Day, Kid Rock, Goo Goo Dolls, Paramore e molti altri), presente in Big Whiskey and The GrooGrux King del 2009 (per chi scrive, forse il miglior album della band), insieme a Mark Batson e John Algia, già insieme al gruppo nel 1994 con Under The Table And Dreaming. Inutile dire che la produzione si assesta sui soliti livelli pazzeschi ai quali la band ci ha abituato. Dal sound generale traspare un certo “ammorbidimento” rispetto agli ultimi due album: CT suona più smooth e meno chitarristico, forse anche per via delle tematiche trattate, che sono legate prevalentemente al gentil sesso. 

Da sempre, per il sottoscritto, è stato difficile incasellare la DMB in un genere specifico, diciamo che si tratta di un potpourri estremamente raffinato composto da pop, fusion, jazz, rock, folk e un pizzico di musica cantautorale: ecco, in questo caso, forse, la parte più pop ha preso il sopravvento. Un’altra cosa da notare è che quasi tutti i nuovi brani sono già stati inseriti da tempo nei live show, quindi si tratta di pezzi già ampiamente “rodati” e funzionanti.

Delicata ed emozionante, l’opening track Samurai Cop (Oh Joy Begin) lascia riconoscere il sound della band già dalle prime note e ci mostra un Dave Matthews cantante decisamente in forma. Già con Can’t Stop, possiamo ascoltare un pezzo più tirato dove l’incredibile Carter Beauford dietro le pelli ci ricorda che la sezione ritmica della band insieme al bassista Stefan Lessard è una delle più efficaci e puntuali dell’attuale scena musicale; splendido il chorus in antitesi con il resto del brano.  Già più cantautorale, Here On Out suona come una dolce cantilena per bambini, lasciandoci in compagnia della più “etnica” That Girl Is You, in cui la voce si lancia in un manieristico falsetto tra il serio e il faceto i cui Matthews sembra fare il verso al Prince più ispirato. Decisamente più rock oriented, She rientra nel sound più tradizionale del combo statunitense, così come la bella Idea Of You, con Beauford che si diverte a spiazzare l’ascoltatore prima di arrivare al ritornello di stampo mainstream; in questo brano, registrato qualche anno fa, possiamo sentire il sassofono del compianto LeRoi Moore.

La “pensierosa” ed evocativa Virginia In The Rain ci traghetta fino alla splendida Again And Again, sicuramente uno dei migliori episodi della release in cui la classe compositiva di Matthews si fonde alla perfezione con una melodia di facile ascolto.

Piccola concessione al funk con il breve divertissement bkdkdkdd che lascia il posto alla più cantautorale Black And Blue Bird che, senza infamia e senza lode, si trascina verso Come On Come On, che, ancora, nulla toglie e nulla aggiunge a quanto detto finora.

L’acustica caratterizza l’introduzione alla divertente Do You Remember che, con il suo incedere “solare” ci lascia in compagnia della titletrack, bel brano che appare un po’ fuori fuoco.

Il compito di chiudere Come Tomorrow spetta alla delicata When I’m Weary, che riassume un po’ il leitmotiv dell’album, che è sicuramente incentrato sulla fiducia nel futuro e il pensiero positivo.

Non il migliore album della band, ma sempre a livelli altissimi.



Ampelio Bonaguro
  • Giornalista e docente di musica
  • Chitarrista e performer
Lascia un Commento
Lascia un Commento